Dopo La Morte

La morte di Padre Pio portò ad innumerevoli discussioni riguardo il suo reale attaccamento al divino. Proprio un anno dopo la sua scomparsa, nel 1969, si iniziarono a stilare le pratiche giuridiche per il processo di beatificazione,non senza incappare in molteplici ostacoli. Ovviamente questi ostacoli provenivano direttamente da i nemici già proclamati da quando il Santo era ancora in vita. Per accertare la reale santità di Padre Pio e la veridicità di quello che andava affermando, furono ascoltati decine e decine di testimoni e tutto il materiale fu prima raccolto in 104 volumi e poi inviato a Roma al vaglio degli esperti del Papa.

Il processo per la canonizzazione (santificazione) fu molto lungo e complesso; ebbe inizio precisamente il 20 marzo 1983. Finalmente dopo più di vent’anni dall’apertura del processo, il 21 gennaio 1990, Padre Pio venne proclamato venerabile, ma ci vollero addirittura altri nove anni per beatificarlo (2 maggio 1999).

La canonizzazione vera e propria avvenne il 16 giugno del 2002, in una piazza San Pietro gremita fino all’orlo di fedeli in festa, da papa Giovanni Paolo II. Finalmente tutta la cristianità da quel momento ha la possibilità di celebrare San Pio da Pietralcina ogni 23 settembre!

E’ chiaro che molti furono gli scetticismi che portarono al ritardo della canonizzazione. Non bastarono di certo le Stigmate che portò per più di cinquant’anni (considerate da qualcuno poco autentiche), ma si dovette scavare molto a fondo tra i miracoli attribuiti al frate francescano per poter dare la conferma della sua santità.

Dei miracoli di Padre Pio parleremo nella sezione apposita, qui prenderemo in esame le maggiori polemiche e disquisizioni che aleggiarono intorno alla figura del sacerdote.
I primi sospetti si basarono su una motivazione ben precisa, quella di procacciare turisti e un vantaggio economico (anche se troppo indiretto) per le donazioni dei pellegrini arrivati a San Giovanni Rotondo in adorazione di quello che ormai era diventato un vero e proprio mito popolare. Questo sospetto risultò del tutto infondato quando il frate designò la Chiesa di Roma come erede universale di tutti i suoi possedimenti.
In effetti ci furono molti risvolti lucrosi da questa mitizzazione: primo tra tutti il commercio di pezzuole macchiate dalle stigmate del sangue, sangue che poi risultò essere di gallina. L’indagine portò all’allontanamento dei frati che avevano tradito il voto di povertà.

Altri sospetti si fondarono intorno all’apparizione delle Stigmate di Padre Pio. Alcuni medici, tra cui Vincenzo Tangaro affermarono che con molta probabilità quelle ferite potevano benissimo non essere causa del sovrannaturale. Indicarono come poco plausibili le ferite solo superficiali e l’alone caratteristico della tintura i iodio. Amico Bignami stilava al Sant’Uffizio, per filo e per segno, le probabili cause della presenza di queste Stigmate. In primis esse potevano rappresentare delle ferite prodotte artificialmente e volontariamente, oppure manifestazioni di uno stato morboso e addirittura una mistura di queste due ipotesi, nella produzione artificiale delle ferite attraverso un mezzo chimico, ossia la tintura di iodio (la tintura di iodio vecchia diventa fortemente irritante e caustica).

Ci sarebbero ulteriori dubbi da elencare, ma è chiaro che non sono mai stati considerati verità. Il santo durante la sua vita ha dato prova di santità e di conservare il dono prezioso di elargire miracoli. Per la Santa Sede, in trent’anni di ricerche e studi, la figura di Padre Pio necessitava giustamente della canonizzazione.

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